No, grazie !

Probabilmente anche voi siete stati insigniti con l'ambito riconoscimento Ercole d'oro, o Mercurio d'oro, o altri prestigiosi premi. L'avete notato ?..... stranamente TUTTI sono vincolati a ingenti spese di rappresentanza, tasse per stampa di diplomi o pergamente, piu' o meno velati interessi politici,inviti a pagamento in super hotels per serate d'onore e festeggiamenti vari.

Eppure sono sempre piu' numerosi i polli disposti a pagare cifre anche rilevanti per avere appeso al muro un attestato senza valore, un solletico al proprio io.

Evidentemente l'industria dell'adulazione rende sempre in questa societa' dell'immagine che nonostante viviamo nel 2009 vuole farci ritornare al medioevo. (Astrologi, Wanne Marchi, esperti lottologi, guaritori, reali decaduti, ciarlatani , imbonitori, sensitivi....). Del resto lo stesso Toto' ovvero "principe de Curtis" nobile non lo e' stato mai perche' lusingato e truffato da un venditore di articoli araldici che gli ha spillato un capitale sfruttando la sua ingenua fame di nobilta'(** vedi articolo in calce).

A voi non e' mai venuto qualche dubbio sull'imparzialita' e sulla correttezza di questi e di molti altri altri "premi" (nobel, oscar, festival , premi letterari ed artistici, premio Grinzane, cavalierati e commende.... e via premiando)? A me si.

Quindi sono spiacente ma nonostante i pressanti "disinteressati" inviti continuero' a declinare la candidatura. Grazie lo stesso!


(**) Achille della Ragione
Principe del sorriso sì, Altezza imperiale da oggi non più

Napoli - Negli ultimi tempi le pagine dei quotidiani napoletani si sono infittite di altalenanti notizie sulla casa natale di Totò che cambiava proprietario, mettendo a repentaglio il destino di due anziani coniugi ultraottuagenari, da decenni custodi fedeli ed a richiesta dispensatori di memorie sui primi vagiti ed i primissimi anni dell'immortale attore. Si sono susseguiti innumerevoli colpi di scena, quali la scoperta anagrafica, ottenuta compulsando antichi archivi, che l'abitazione oggetto della diatriba, sita in via Santa Maria Antesecula 109 nel popolare rione Sanità, non era forse il vero luogo di nascita del principe della risata, bensì l'evento sarebbe avvenuto nel palazzo adiacente, oppure che i nuovi proprietari, dopo un sogno premonitore, erano intenzionati a farne un Vittoriale di rimembranze. Tanto casino sui giornali ha dato come sempre l'occasione alle autorità politiche di occupare la scena, imponendo tardivi vincoli di destinazione alla povera casetta o blaterando vanamente sull'imminente apertura del museo dedicato ad Antonio De Curtis nello storico palazzo dello Spagnolo. Apertura della quale da anni si parla come prossima in comunicati stampa diramati a gara ad ogni ricorrenza dal Comune e dalla Regione, ridondanti di paroloni, ma vuoti come consuetudine di pragmatismo. A tal proposito abbiamo voluto sapere come realmente sta la situazione dalla viva voce della figlia dell'artista, la quale ci ha concesso un'intervista: "E' tutta colpa di un cesso", così ha esordito la signora Liliana in un romanesco stretto e cacofonico lontano mille miglia dalle sonorità onomatopeiche del nostro vernacolo. "Un cesso?" "Certo, il museo si trova agli ultimi piani del palazzo ed è perciò necessario un ascensore; a tale scopo ne ho fatto approntare la tromba già da tempo, ma mentre i mesi e gli anni passano per le lungaggini burocratiche un inquilino del palazzo ha deciso di costruirvi abusivamente all'interno un cesso. Cose che capitano solo a Napoli" "E' fiduciosa nell' inaugurazione autunnale?" "Lo spero con i dovuti scongiuri e quando aprirà io sarò in prima fila nell'organizzazione con seminari, dibattiti ed incontri con i giovani. Sarà un museo molto vivo e Totò sarà contento" "Si riuscirà a riempire tutti i locali?" "Certamente c'è molto materiale, sarà anche ricostruita la stanza dove nacque mio padre". Da parte nostra speriamo che a ciò che metterà a disposizione la signora De Curtis, si riuscirà ad aggiungere il contenuto di quel famoso baule , oggi proprietà del figlio di un cugino dell' attore, da poco scomparso, un certo Federico Clemente. Il baule, conservato a Pollenatrocchia è ritenuto poco meno di un reliquario, infatti la richiesta del proprietario è di 800 milioni delle vecchie lire, una cifra cospicua per la quale bisogna sperare nell'intervento delle Istituzioni. Quando tutto sarà pronto il museo costituirà un'attrazione molto forte per i napoletani e per i forestieri,per cui si tratterà pur sempre di un buon investimento. Questi episodi di attualità invitano a parlare di nuovo di Totò, una figura ormai entrata di diritto nella leggenda, ma dopo i fiumi d'inchiostro versati sull'argomento in decine di libri che hanno saturato da tempo le scansie delle librerie degli appassionati, non è lecito scriverne ancora se non si è in grado di aggiungere qualche novità. Ed è quello che ci proponiamo di fare grazie all'amicizia che nutriamo da anni con un cugino dell'indimenticabile attore: il maestro Federico De Curtis. Egli con squisita gentilezza ci ha fornito una serie di notizie che, integrate da alcune ricerche genealogiche, ci permette oggi di escludere categoricamente la nobiltà tanto agognata da Totò, perché lo riscattava da un triste passato di figlio di N.N. Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Commneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio, Altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e d'Illiria, principe di Costantinopoli, di Cilicia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte e duca di Drivasto e di Durazzo, così amava definirsi il grande Totò, il quale pur di fregiarsi di questi altisonanti titoli nobiliari spese una fortuna, ma senza rimpianti. Questa sfilza di titoli, a cui tanto teneva il principe del sorriso non furono altro che il frutto di un raggiro ad opera di un tal Pellicani, esperto di araldica oggi ottantenne ma ancora attivo con studio a Roma e a Milano. Il primo a sentire puzza di bruciato e odore di truffa fu Indro Montanelli e lo esplicitò in un suo articolo, ma all'epoca non vi erano le prove inoppugnabili dello scartiloffio. Oggi viceversa sono disponibili due ben distinti alberi genealogici, uno di Totò e della sua famiglia e l'altro di un tal Camillo de Curtis, un gentiluomo di settantanove anni, da anni residente a Caracas, legittimo erede dei pomposi titoli nobiliari, assunti in epoca remota da un suo avo tale Gaspare de Curtis. Il Pellicani, che tra l'altro, come ci ha assicurato il colonnello Bellati, è stato per un periodo ospite dello Stato…creò, secondo quanto riferitoci dal tenore De Curtis, che da decenni s'interessa alla vicenda, documenti dubbi, quali una sentenza del Tribunale di Avezzano emessa nel 1914, pochi mesi prima che un cataclisma devastasse la città, distruggendo la cittadella giudiziaria ed altre due sentenze, l'una del 1945, l'altra del 1946, del Tribunale di Napoli, oggi conservate all'Archivio di Stato, completamente diverse nella grafia da tutte le altre carte contenute nel faldone ed inoltre pare combinò artatamente le due discendenze carpendo l'ingenuità del grande artista che, una volta riconosciuta la sua preclara discendenza, fino alla morte amò distinguere la maschera, irriverente scoppiettante e canzonatoria, dal Nobile, gentile, educato e distaccato dagli eventi e dalle passioni. Pubblichiamo per la prima volta questi due alberi genealogici, uno dei quali indagato fino al 1750 e dal loro esame è incontrovertibile che il marchese Camillo de Curtis appartiene ad una diversa schiatta. Ciò che abbiamo riferito sulla base delle confidenze del maestro Federico, non sposta naturalmente una virgola nella straripante venerazione con cui legioni di estimatori ricordano il grande, inimitabile, immortale artista e tra questi ai primi posti, teniamo a precisare a scanso di equivoci, sta il sottoscritto, il quale ha rivisto ogni film di Totò non meno di quaranta cinquanta volte ed è in grado di ripeterne a memoria qualsiasi battuta, tutte le poesie e tutte le canzoni. Ma a proposito di canzoni, trovandoci, vogliamo rendere pubbliche altre confidenze forniteci gentilmente dal parente dell'attore, cugino di secondo grado, il quale, a riguardo dell'indimenticabile canzone "Malafemmina" tiene a precisare che la stessa fu dedicata alla moglie Diana, ancora oggi vivente e non a Silvana Pampanini, che l'idea della melodia Totò la prese da una analoga canzone dello zio, padre del maestro Federico, ed infine che a ritoccare musica e parole misero mano il maestro Bonagura e Giacomo Rondinella. E per terminare anche la famosa "Livella"si mormora fosse stata corretta…da Mario Stefanile. Concludiamo un articolo, apparentemente denigratorio, ma rispettoso della verità storica con un inno all'arte di Totò, sublime nel senso più puro, come inteso da Nietzsche, infatti il grande pensatore tedesco riteneva che il sublime si raggiungesse soltanto quando la comicità della commedia si congiungeva al dramma della tragedia. E siamo inoltre certi che Totò dalla tomba se leggesse ciò che abbiamo scritto saprebbe commentare le nostre parole, se non con un pernacchio, almeno con un perentorio:"Ma ci facciano il piacere."


A proposito di maghi (maghi: una tentazione da vincere)

di Laura de Laurentiis
Consulenza del professor Giovanni Panunzio
fondatore e coordinatore nazionale del Telefono Antiplagio
(da Vivere Sani & Belli del 12/12/03)

Ventiduemila: tanti sono in Italia i maghi e gli astrologi. Il 41% è concentrato al nord, il 31% al centro, il 28% al sud e nelle isole. Il giro daffari che producono ogni anno è stimato intorno ai 5 miliardi di euro. Cinque cittadini ogni 100 sporgono denuncia contro un ciarlatano, per paura di ricatti e ritorsioni. Questi sono i dati del rapporto annuale del telefono Antiplagio, un'associazione di volontari nata nel 1994 per difendere le vittime di ciarlatani e santoni e per combattere eventuali abusi dei mass media nei confronti dei minori. Il 75% delle segnalazioni raccolte dal Telefono Antiplagio riguarda maghi e operatori dellocculto che non si pubblicizzano in alcun modo e che si stima siano circa 15 mila, mentre sono circa settemila i ciarlatani che usano Internet. Ciascuno di loro specula sullinfelicità, la solitudine, le disgrazie, sfruttando la disperazione, lignoranza, la credulità della gente. Il mezzo migliore per porre fine a questo inquietante mercato è quello di non ricorrervi mai, in nessun caso, per nessun motivo. Se non cè domanda, infatti, lofferta automaticamente è destinata a estinguersi.

CREDULITA': LA BASE DEL BUSINESS
Da sempre nelluomo è insito sia il desiderio di modificare gli eventi non già attraverso limpegno personale e la volontà, unici strumenti di cui realmente si dispone per indirizzare il destino, sia la voglia di conoscere il futuro. Non è da oggi per la notizia dellinesistenza di forze misteriose in grado di intervenire sulle vite umane, mutandone il corso. Sarebbe dunque ipocrita non sottolineare che chi ancora si rivolge ai maghi e ai cartomanti, agisce per ignoranza, lì dove per ignoranza sintende il non conoscere loggettività dei fatti. Dai maghi vanno dunque i creduloni e il business dei ciarlatani pu fallire solo nel momento in cui nessuno crederà più in loro. E un po come il mercato della droga: nel momento in cui nessuno più dovesse acquistarla gli spacciatori rimarrebbero disoccupati.

LA CURIOSITA' E LA VOGLIA DI MAGIA
Il giro daffari di maghi e cartomanti non si regge solo sullignoranza, ma si sostenta anche grazie alla curiosità o al desiderio di provare unesperienza nuova. Una grossa percentuale di persone, pur non credendo affatto che qualcuno possa avere poteri divinatori, cede alla tentazione di consultarne almeno uno almeno una volta nella vita, tanto per vedere che cosa succede. Ma lo sfizio è comunque a pagamento e va a incrementare ulteriormente il già ricco portafoglio dei ciarlatani. Meglio dunque evitare. Cè poi una piccola percentuale di persone che pur essendo scettica ha comunque talmente voglia di magia da recarsi dal mago con il motto Non è vero ma non si sa mai.

IDENTIKIT DI CHI CI VA
In generale, le persone che si rivolgono abitualmente ai maghi hanno caratteristiche ben precise, sia psichiche che relative alla condizione esistenziale. Vediamole. Labilità emotiva dovuta a una situazione oggettivamente drammatica, come pu essere la malattia di una persona cara, il tradimento del coniuge, lincertezza per il futuro, dovuta a unimprovvisa crisi economica. Condizioni di salute precarie, dovute a una malattia invalidante o incurabile: in questo caso il mago rappresenta proprio unultima spiaggia, una zattera a cui aggrapparsi per nonché non cè altra via duscita. Insicurezza e scarsa autostima, da cui nasce la convinzione di non possedere strumenti appropriati per gestire la propria vita. Da qui lidea che sia possibile affidare alla magia, che non esiste, la soluzione dei propri problemi. Mancanza di amicizie, vita di relazione insoddisfacente, assenza di persone con cui confidarsi, esperienze molto dolorose alle spalle. Di solito a questa destabilizzante condizione si associa uno scarso livello culturale.

MEGLIO LO PSICOLOGO
Oltre allignoranza, è la labilità emotiva a suggerire di rivolgersi a un mago. Bisognerebbe riuscire a prendere coscienza di trovarsi eventualmente in questa particolare condizione psicologica, per fronteggiarla in un modo più ragionevole. Buon senso vuole che quando ci si sente troppo infelici per una qualsiasi ragione, sia opportuno consultare uno psicologo anziché un mago. Se invece ci si reca dal ciarlatano non già con lillusione di mettere una pezza su un amore finito male o per risolvere problemi di lavoro, ma nella speranza (vana) di farsi suggerire numeri vincenti o di avere anticipazioni sul proprio futuro conviene avere almeno la consapevolezza che si sta scegliendo una strada costruita sulla menzogna e pensata per i creduloni.

PRIMA DI ANDARCI PENSA CHE...
La tentazione di rivolgersi a un mago o a un cartomante si pu vincere semplicemente ponendosi tre domande chiave, e poi dandovi una risposta che deve essere guidata dal buon senso. Eccole:
1) Ha senso credere a qualcosa che il mondo scientifico non riconosce e la legge condanna?
2) Come mai i maghi che pur millantano miracoli non sono al centro dellattenzione del mondo intero?
3) Perché i maghi pur avendo tutti i poteri di cui si vantano continuano a farsi pagare? Non dovrebbero avere talmente tanto denaro da essere gli uomini più ricchi del mondo?

FACCIAMO UNA LETTURA CRITICA
Il miglior modo per difendersi dai maghi è quello di non finire nella loro rete. Non bisogna ricorrervi insomma, anche ricordando che nel momento in cui ci si rivolge a loro se ne diventa in un certo senso complici. Come dissuadere se stessi dalla cattiva idea di andare da un ciarlatano? Compiendo alcuni semplici ragionamenti, dettati dalla logica. Eccoli:
LOTTO & CO
I maghi vendono a caro prezzo numeri vincenti del lotto. Non si capisce come mai non se li giochino da sé, vista la sicurezza con cui affermano, estrazione dopo estrazione, che usciranno. Ovviamente questi numeri puntualmente non vengono estratti e a questo punto scatta la migliore tra le trovate dei ciarlatani: i numeri non escono non già perché loro non li hanno indovinati, quanto piuttosto a causa del malocchio di cui sarebbe vittima il cliente. I numeri uscirebbero, dicono i maghi, se solo la persona si sottoponesse a un trattamento anti-jattura, che loro gentilmente mettono a disposizione a caro prezzo. Un bicchierino di sale, utile per sconfiggere il malocchio, viene proposto anche a 15mila euro: lo straordinario è che cè pure chi lo compra.
Rifletti: chi fosse davvero in possesso dellabilità di prevedere ambi, terne e cinquine non avrebbe bisogno di sfidare la legge ogni giorno, facendo il mago. Dunque non si deve assolutamente credere che qualcuno possa indicare numeri vincenti prima che vengano estratti: che accada è assolutamente impossibile.
TRA UN MESE TI ACCADRA'...
Avendo la faccia tosta di definirsi operatori dellocculto, i maghi non esitano nemmeno a millantare la capacità di prevedere il futuro. Nelle loro predizioni stranamente non manca mai limpellente necessità di continuare a consultarli: Tu troverai lamore della tua vita tra sei mesi. Ma devi stare attenta a chi ti vuole male. La sua forza avversa potrebbe impedire questincontro che pure è scritto nelle stelle. Per fare in modo che il tuo felice destino si compia dovremo incontrarci più volte, pianificando una strategia che sconfigga le energie negative. E così il mago si assicura la sua rendita.
Rifletti: il futuro pu essere previsto, peraltro sempre in modo approssimativo, tenendo conto di fatti oggettivi e sempre basandosi sulle azioni personali che si compiranno o non si compiranno. Per fare un esempio, è ragionevole prevedere che uno studente di medicina iscritto allultimo anno di università diventerà medico, così come si pu ipotizzare che spendendo costantemente più di quanto si guadagna si rischia di finire nei guai. Non si pu invece prevedere, in nessun caso, quanto succederà in assenza di unazione mirata a realizzarlo. E una certezza matematica.
LE POZIONI DEI MIRACOLI
Creme, pomate, gel, beveraggi di ogni genere e tipo fanno spesso da corollario allopera di persuasione dei maghi. I vari preparati, venduti a peso doro, assicurano gli effetti più svariati, sempre rigorosamente miracolosi. Si va dal prodotto che in una settimana dovrebbe consentire un dimagrimento di dieci e più chili, a quello che assicura seni alti e sodi in un minuto fino a quello che garantisce il massimo potere di seduzione.
Rifletti: se esistessero prodotti in grado di compiere tutti questi miracoli se ne parlerebbe ovunque. Il mondo ne sarebbe a conoscenza, ci sarebbero dibattiti, trasmissioni, convegni e tavole rotonde. Non ci sono preparati dai poteri straordinari: ci sono solo imbroglioni che li spacciano e persone che ci cascano.
I TALISMANI SCACCIA GUAI
Anche il mercato dei talismani, che allontanano la jella, attirano la fortuna, procurano principi azzurri, allontanano le malattie, procurano principi azzurri, assicurano gravidanze e così via, è purtroppo floridissimo. Pare che addirittura il 15% delle persone in crisi cerchi la soluzione dei suoi problemi in un talismano.
Rifletti: i guai, grandi o piccoli che siano, fanno parte della vita: non cè nulla che li possa scongiurare, se si esclude, lì dove è possibile, limpegno personale. Guidando con prudenza si fa tutto quello che è possibile per scongiurare incidenti in auto: guidando come pazzi con un talismano al collo si rischia la vita. E un esempio semplice, ma esplicativo, che da solo pu bastare a far comprendere che nessun oggetto pu avere effetti sul destino. Meglio dunque investire il proprio denaro, anziché in talismani, in qualcosa di divertente e gratificante, come pu essere una cena al ristorante, uno spettacolo teatrale, un fine settimana al mare.

IDENTIKIT DEL MAGO
I maghi sono ciarlatani, cioè persone che in perfetta malafede truffano il prossimo speculando sulle disgrazie e sullignoranza che induce a pensare che limpossibile esista. Alcuni di loro possiedono doti comunque invidiabili: sono abilissimi nel raccogliere a colpo docchio informazioni sufficienti per poter stupire il cliente di turno, inducendolo a credere in lui. Per esempio, un mago perspicace pu raccontare alla persona che ha di fronte per la prima volta di leggere nelle stelle che il suo problema fondamentale riguarda lamore, semplicemente osservando che non porta la fede al dito e ha un look trascurato. Il cliente a questo punto pu rimanere incantato e pensare: Ma come avrà fatto? Allora è vero che ha dei poteri!. Ma non è di questo che si tratta: la dote del mago è solo quella di essere un buon osservatore. Ma cè di più: qualche volta i ciarlatani, più o meno consapevolmente, assumono il ruolo di psicoterapeuti: puntando sulla solitudine e sulla disperazione delle persone, dedicano la seduta allascolto dei vari problemi, rendendosi così indispensabili. Bisogna stare molto attenti a non cadere in questa trappola che è, se possibile, la più subdola: vale la pena di ripetere che se si ha bisogno di qualcuno da cui essere ascoltati è molto meglio ricorrere a uno psicoterapeuta. Laspetto più inquietante riguarda comunque le ritorsioni, i ricatti morali, le pressioni psicologiche. Molti maghi, dopo aver acquisito un cliente lo tengono legato con minacce più o meno velate: se non acquisterai questa pozione, le disgrazie ti perseguiteranno, se non verrai una volta alla settimana perderai il lavoro.

COSA DICE LA LEGGE
Secondo larticolo 121, ultimo comma del testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza, il mestiere di ciarlatano è vietato. Con la dicitura mestiere di ciarlatano, sintende qualsiasi attività diretta a speculare sulla credulità altrui oppure a sfruttare o alimentare i pregiudizi. Appartengono dunque alla categoria dei ciarlatani:
* gli indovini
* gli interpreti dei sogni (esclusi gli psicoanalisti, laureati in medicina o psicologia e abilitati alla psicoterapia)
* i cartomanti
* i venditori di sortilegi, o di incantesimi o di esorcismi (esclusi i sacerdoti)
* chiunque millanti poteri straordinari o miracolosi o magici.
Esiste dunque una precisa normativa che tutela dai maghi il cittadino sprovveduto, anche se in Italia fino a poco tempo fa si era affermata la consuetudine di ignorarla. Ci è voluto il massiccio intervento di Striscia la notizia, unito allattività del Telefono antiplagio, sia per portare alla ribalta lenorme giro daffari dei maghi sia per rammentare che il loro mestiere è fuori legge, come peraltro ribadito dalla Corte di Cassazione nel 1995, in una sentenza in cui si legge che lattività di mago si inquadra giuridicamente nel mestiere di ciarlatano, specificatamente vietato.

A CHI RIVOLGERSI
Le vittime dei raggiri dei ciarlatani possono chiedere aiuto al telefono Antiplagio, telefonando al 338-8385999. I volontari del comitato dopo aver ascoltato il caso, forniscono consigli sul da farsi, anche di tipo strettamente legale.

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i Raeliani hanno davvero clonato... LA bufalA

Normalmente me ne starei zitto su un caso così delirante come quello dei
Raeliani, dato che la natura bufalina dell'organizzazione è lampante (basta vedere come si veste Rael, pare una comparsa da filmetto di fantascienza di serie B), ma c'è un aspetto insolito della storia che credo meriti una segnalazione.
Tutta l'attenzione dell'opinione pubblica si è concentrata sull'annuncio di una presunta clonazione umana (o più di una) da parte di una società controllata dai Raeliani, che ha giustamente fatto molto scalpore e generato moltissima pubblicità. Quello che pochi giornalisti hanno avuto l'acume di approfondire è che lo stesso clamoroso annuncio fu fatto da un altro gruppo di pseudoscienziati nel 1978. Se ne sono ricordati quei pignoli del Washington Post http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/articles/A562--33-2002Dec30.html notando che all'epoca salt fuori, dopo tre mesi di indagini scientifiche, che era una bufala intentata a scopo pubblicitario (per promuovere un libro).
In altre parole, i Raeliani hanno sicuramente clonato qualcosa: la bufala. E in tutti i suoi dettagli.
Nel caso del 1978, infatti, il presunto bambino clonato non fu mai presentato al pubblico, adducendo "il desiderio di proteggerlo da una pubblicità dannosa", e la cosa finì nel dimenticatoio (a parte un processo che dur tre anni e si concluse con la conferma della frode). E ora, guarda un po' che coincidenza, Rael ha dato ordini di non eseguire test del DNA sul presunto neonato-fotocopia annunciato di recente, allo scopo di "proteggere le identità dei genitori": http://www.cnn.com/2003/HEALTH/01/03/human.cloning--/index.html . Suvvia, di cosa ha paura? Che si scopra che tutta la storia è una bufala, e per di più stantia, costruita (proprio come venticinque anni fa) per farsi pubblicità? Impossibile: gli alieni sono con lui, e una razza extraterrestre super-evoluta non affiderebbe mai il proprio Verbo a un contaballe qualsiasi, no?
Ironia a parte, l'articolo del Washington Post spiega anche alcuni dei problemi nel verificare l'affermazione dell'avvenuta clonazione. Non basta fare un prelievo di sangue del bambino e della madre e fare il test del DNA per vedere se sono identici: esistono infatti "giochi di prestigio" che si possono fare sia a livello medico (una trasfusione integrale di sangue dalla madre al neonato, ad esempio, li farebbe sembrare geneticamente identici), sia a livello più banale con un po' di destrezza nello scambiare le provette.
Oltretutto il test del DNA è particolarmente sensibile alla contaminazione incrociata: residui minutissimi di DNA sugli strumenti possono falsare il test. Una verifica realmente affidabile richiederebbe test multipli, condotti da più laboratori (e di certo non dai laboratori dei Raeliani, che sono gli ultimi di cui ci si pu fidare) e soprattutto eseguiti sotto l'occhio vigile di prestigiatori che possano verificare che nessuno alteri o scambi il contenuto dei prelievi. Prelievi che per evitare il trucchetto delle trasfusioni dovrebbero essere campioni di tessuto (facilmente acquisibili dalla bocca, senza traumi) anziché di sangue.
Un'impresa notevole, dunque, che ho la sensazione che stranamente si
deciderà di non fare adducendo scuse più o meno patetiche, come quella di Rael quando quelli della CNN gli hanno chiesto via satellite se si trattava semplicemente di una bella trovata pubblicitaria: "Non sento bene, l'audio è disturbato".
Non se la caverà così a buon mercato in tribunale: un avvocato americano, Bernard Siegel, ha infatti chiesto alla magistratura della Florida che il bambino, se è davvero clonato, venga tolto ai genitori (al genitore?) e affidato a un tutore meno squinternato e irresponsabile. La richiesta è naturalmente un modo astuto per mettere alla prova il bluff dei Raeliani. Proprio come venticinque anni fa.

Paolo Attivissimo Traduttore tecnico, divulgatore informatico
topone@pobox.com http://www.attivissimo.net

(C) 2002-2003 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).
Distribuzione non commerciale libera, purche' riporti la presente dicitura.

P.S. L'UNICO CASO AL MONDO DI CLONAZIONE RICONOSCIUTA RIMANE IL GABIBBO www.striscia.org .


I deboli e i furbetti

I deboli in Italia sono usati come cavie. Quello che di male può succedere, succede prima a loro. Di solito solo a loro. Sono i porcellini d’India della nostra società. I canarini usati in miniera per evitare gli incidenti da grisou. I deboli vivono vicino agli inceneritori. I deboli sono espropriati dei loro appartamenti popolari dai delinquenti. I deboli non possono mai permettersi di violare la legge. I deboli non conoscono gli avvocati. I deboli sono i primi a essere derubati dal finto esattore del gas. Dall’offerta della finanziaria a rate. Se un delinquente esce grazie all’indulto è certamente un vicino di casa dei deboli. I deboli non possono ammalarsi, morirebbero. Bevono acqua al cloro, respirano Pm10, hanno il riscaldamento spento. I deboli sono di solito persone oneste. Rispettano le istituzioni. Per questo non sono rispettati.
Ogni buona legge ha bisogno di un periodo di sperimentazione. I deboli hanno questa funzione sociale. E’ meritoria, e preserva le classi più abbienti da conseguenze indesiderate. Un taglio alle pensioni, un nuovo ticket sanitario, la legge Biagi, un indulto produrranno reazioni sociali? I deboli sono qui per questo. Se loro sopravvivono, allora si può fare. Ai deboli va la nostra eterna riconoscenza. Ai deboli voglio dedicare un discorso proto evangelico. Più proto che evangelico.

“Il discorso della mezza montagna.

Beati i deboli, perché di essi sono le periferie.
Beati i deboli, perché saranno consolati da Previti.
Beati i deboli, perché erediteranno i debiti dei genitori.
Beati i deboli che hanno fame e sete della ingiustizia, perché saranno saziati.
Beati i deboli, perché troveranno il pusher sotto casa.
Beati i deboli, perché vedranno la televisione di Stato.
Beati i deboli, perché saranno chiamati populisti.
Beati i deboli a causa della giustizia, perché di essi è il regno di Regina Coeli.
Beati voi deboli quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, vi diranno demagoghi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra funzione sociale: quella di prenderlo nel c..o. da una Sonia dei Corbelli qualsiasi ”

Postato da Beppe Grillo il 23.01.07 19:38 | Muro del pianto |

Mercurio e Ercole d'oro,(*) Giove d'argento, Saturno di latta....

(*) oopss..il link di Ercole d'oro dov'era dettagliata la condanna subita e' stato oscurato. Sulle vicende poco chiare del Mercurio gia' pubblicate da Striscia la notizia staremo a vedere.